venerdì 8 febbraio 2019

“The last five years” al Teatro Stabile Sloveno: una questione di punti di vista




Una storia d’amore è basata sulla condivisione della vita, o di una parte di essa, da parte di due persone. Il che implica due prospettive diverse, in quanto ognuno vede la storia attraverso i propri occhi. Ed è proprio questa la particolarità di “Zadnjih pet let”, la storia d’amore di due ragazzi poco più che ventenni: lo scrittore Jamie (interpretato da Danijel Malalan) e l’attrice Cathy (Patrizia Jurinčič Finžgar).

Lo spettacolo inizia con una Cathy che singhiozza disperata pensando al suo ormai ex marito e con un Jamie al settimo cielo perché ha appena incontrato la donna con la quale spera di trascorrere tutta la vita. La vicenda ha inizio, ma mentre Jamie la racconta in ordine cronologico, la narrazione di Cathy sarà a ritroso, permettendo così alla ragazza di riflettere sugli errori commessi, su se stessa e sulla sua vita. I due personaggi non interagiscono mai in modo diretto, fatta eccezione per il momento del matrimonio in cui le due narrazioni sono sincronizzate. Nonostante possa sembrare un meccanismo azzardato, questo si rivela assolutamente efficace con il procedere della storia: i comportamenti di uno trovano una spiegazione nel racconto dell’altro, e alla fine non si può dare effettivamente la colpa a uno dei due per la fine del loro percorso condiviso.



Questa produzione richiede due soli attori, che hanno dimostrato di possedere ottime qualità interpretative e di sapersi destreggiare tra i vari generi musicali che vengono toccati. La voce di Danijel Malalan, calda e avvolgente, ben si sposa con la voce più fresca di Patrizia Jurinčič Finžgar. La musica viene suonata rigorosamente dal vivo da un ensemble di musicisti della “GlasbenaMatica” di Trieste: Sebastiano Frattini, Irene Ferro-Casagrande, Mariano Bulligan, Andrejka Možina, Matteo Bognolo, Luca Emanuele Amatruda.
Il musical, tradotto in sloveno da Janez Usenik, è perfettamente comprensibile anche per il pubblico italofono grazie ai sovratitoli tradotti in italiano da Tanja Sternad.
“Zadnjih pet let” è in scena al Teatro Stabile Sloveno di Trieste fino al 24 febbraio.

Cecilia Zoratti
Amici del Musical

martedì 5 febbraio 2019

The last five years - Zadnjih Pet Let , un musical intrigante allo Sloveno di Trieste


Presentato alla stampa stamattina la nuova interessante produzione.



Trieste 5 febbraio - E stato presentato alla stampa,  questa mattina lo spettacolo “The Last Five Years - Zadnjih Pet Let” musical da camera di Jason Robert Brown . La produzione a cura del  Teatro Stabile Sloveno / Slovensko stalno gledališče  con la Glasbena Matica di Trieste e il Teatro nazionale di Nova Gorica (Slo) vedrà la regia della giovane  Jasmin Kovic  con la direzione musicale di Andrejka Mozina , scene e costumi di Giulia Bellè e la consulenza linguistica di Srečko Fišer. L’allestimento debutterà il giorno 8 febbraio presso il ridotto del teatro Sloveno e vedrà 7 repliche a Trieste e una al Kulturni center Lojze Bratuz di Gorizia. Il racconto in lingua slovena (con sopratitoli in italiano) vedrà Danijel Malalan e Patrizia Jurinčič Finzgar a interpretare l’amore travagliato di Jamie e Cathy che come accenna il titolo dello spettacolo durerà soltanto 5 anni. E  la prima volta che un musical viene interpretato allo stabile Sloveno di Trieste e durante l’appuntamento odierno Rossana Paliaga ha moderato un’interessante incontro dove sono stati illustrate le innumerevoli difficoltà che han portato ad alla costruzione di un prodotto che promette grandi applausi . Nell’appuntamento di stamane , la stampa ha potuto gustare di un anteprima dove sin da subito questo spettacolo attrae. Per chi ha dubbi sulla lingua, posso assicurare che la bravura dei 2 interpreti fa dimenticare qualunque preconcetto e ti permette di essere con loro in questi 5 anni. Non resta altro che uscire di casa e andare a vederlo ! 
Matteo Firmi 

sabato 26 gennaio 2019

Una Bibbia modernissima che è una figata


Magonza, 1455. Il tedesco Johannes Gutenberg inventa la stampa a caratteri mobili: è la svolta, è l’inizio di una nuova era, siamo a un cruciale appuntamento con la storia. Ma quale sarà il primo libro a essere stampato? Alla porta della stamperia Gutenberg Inc. (che sta per Inchiostro) giunge Dio che trasporta in una carriola le tavole di pietra dove è scolpita la sua storia. Ma non c’è tempo da perdere: bisogna trovarle un titolo, e la sintesi diventa di una tale importanza da costringere Dio a riassumere l’intera autobiografia in una sola frase. Scopriamo quindi come si è originato il Big Bang, come si sono estinti i dinosauri e tante altre bizzarrie. 
Gutenberg e la sua segretaria, Fräulein Schöffer , devono fare i conti con la perfida Frau Fust, il cui unico interesse è riposto nel denaro che le deve essere restituito dal tipografo. Ecco che quindi si arriva alla creazione del più grande colossal di tutti i tempi: la Bibbia. 
 
Chi conosce gli Oblivion e il loro modo di fare spettacolo sa che non si troverà davanti a una semplice sinossi della Bibbia, ma la ritroverà frullata insieme al musical. Perché in effetti questo è: un vero e proprio musical originale. E qui di musical ne troviamo tanto, anche attraverso le numerose citazioni più o meno palesi che Lorenzo Scuda, Davide Calabrese e Fabio Vagnarelli, autori di musiche e testi, hanno inserito in quasi due ore di spettacolo. Solo per citarne qualcuna: Hamilton, Stephen Sondheim, Lloyd-Webber. I nostri lettori che lo vedranno a teatro potranno divertirsi a scovarne quante più possibili. 
 
Ogni volta che salgono sul palcoscenico, gli Oblivion portano in scena prodotti di alta qualità sia vocalmente che coreograficamente e registicamente. In questo caso, anche grazie alla sapiente regia di Giorgio Gallione, i cinque attori (Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli) si sono davvero messi in gioco mostrando al pubblico tutto quello che sono in grado di fare e che hanno imparato in anni di esperienza calcando i palchi dell’Italia intera.
Con questo nuovo spettacolo il pubblico si aspettava un salto di qualità. Mentre dopo i precedenti spettacoli si usciva da teatro ridendo, dopo “La Bibbia riveduta e scorretta” si torna a casa sì ridendo, ma anche arricchiti dai numerosi spunti di riflessione offerti nel corso della storia. 

La recensione si riferisce al 25 gennaio 2019
Cecilia Zoratti 

domenica 13 gennaio 2019

Musical e Oblivion, una coppia perfetta!




13 gennaio 2019 - Stanno tornando. Dopo quattro anni di assenza dal palcoscenico del Politeama Rossetti, gli Oblivion torneranno con il loro nuovo spettacolo, "La Bibbia riveduta e scorretta". Un vero e proprio musical originale che racconta, in poco meno di due ore, la genesi della prima edizione della Bibbia stampata da Johannes Gutenberg nel 1455 in un modo tutt'altro che convenzionale. Gutenberg è infatti l'inventore della stampa a caratteri mobili e deve scegliere il primo libro da stampare. Ecco che alla sua porta bussa IL Signore chiedendogli di stampare la sua autobiografia scolpita su lastre di pietra. Il tipografo accetta e cerca di trasformarla in un vero e proprio best seller: la Bibbia. Interverranno nella storia anche altri personaggi, come Fräulein Schöffer ma soprattutto la cattiva di turno, la terribile Frau Fust. Noi di Amici del Musical andremo a vedere questo nuovo e dissacrante spettacolo: stay tuned per la recensione!

 Cecilia Zoratti
 Amici del Musical